Luigi Pasquali è nato a Macerata nel 1948. Ama l’arte da
sempre, ma solo nella maturità inizia da autodidatta la sua avventura con la
pittura.
Frequenta l’accademia Internazionale d'arte moderna "AIAMS",
divenne accademico associato '"Greci Marino" ma
segue anche altri corsi specifici
per acquisire. padronanza nel disegno, per perfezionare e
approfondire le sue e le
tue potenzialità artistiche.
Attualmente vive e lavora a Porto Sant’Elpidio,
dedicandosi interamente all'arte e prendendo parte a laboratori didattici
dedicati all'incisione.
L'artista ha partecipato a numerose mostre personali o
collettive nella provincia di Macerata e di Ascoli Piceno a partire dal
1996, riscuotendo un buon successo sia da parte del pubblico che della
critica. Fra gli ultimi premi conseguiti si segnalano il trofeo "La palma
d'oro" di Palmensi (2003) e "Tandem" (2004) di Macerata.
Abile nel disegno e attento osservatore l'artista cerca
di fare del ritratto un ritratto "psicologico": a lui non interessano solo i
tratti somatici ma anche quelli dell’animo perciò tende a definire questi
suoi lavori come "figure viventi". Talvolta i volti raffigurati sono segnati
dalla sofferenza dal dolore e ciò non dove essere letto in chiave
pessimistica Anche le opere dal forte contenuto emotivo la " Condizione o
'Albania si caratterizzano dalla presenza dì un barlume di speranza capace
di affiorare al di là di ogni male. Nel primo dipinto citato il bambino
raffigurato ha lo sguardo rivolto verso l'alto nonostante la sua
"condizione" mentre nel secondo la madre e figlio, vittime della guerra
nonostante il loro dolore e la loro disperazione sono ancora capaci di
sostenersi reciprocamente in un abbraccio. Questo tipo di opere sono la
risultante di un’attività pittorica iniziata anni prima, incentrata sul
ritratto, nel quale Luigi Pasquali si rivela maestro. Dopo aver utilizzato
molto la sanguigna l'artista utilizza i colori ad olio e poi quelli
acrilici, poiché gli consentono di stendere rapidamente il coloro e allo
stesso tempo gli consentono di ottenere dei buoni effetti di luce sulla
tela, ma anche su altri tipi di supporto quali la iuta. Luigi Pasquali si
rivela quindi un grande sperimentatore, sempre alla ricerca di nuove forme e
nuove tecniche esecutive animato da una forte curiosità e da urla forte
creatività.
La propensione per il disegno porta l'artista
all'incisione (acquaforte, acquatinta, puntasecca, maniera nera) a partire
dal 1995-96. A poco a poco la rappresentazione della figura umana non gli
basta più, inizia così a cercare nuove forme, un nuovo linguaggio.
I primi soggetti delle sue incisioni sono nature morte,
paesaggi, presto il linguaggio diventa sempre più essenziale.
Particolarmente significativo il rapporto che si instaura
fra Luigi Pasquali e l'artista Giuseppe Ciccorossi in occasione della mostra
del 1996 a Moresco (AP). Proprio quest'ultimo infatti influenzerà Luigi
Pasquali e lo porterà sui campo della non figurazione. Nelle incisioni
presto diventano protagoniste le linee, i filamenti, attraverso i quali
Luigi Pasquali, sebbene non lo faccia capire apertamente, rappresenta una
parte di se stesso. Sono filamenti da leggere come legami sottili dei
pensieri, delle gioie e dei turbamenti dell'animo. A partire dal 2004
l'artista affronta una tecnica per lui nuova, quella di associare pittura e
parole, che verrà particolarmente apprezzata quando parteciperà alla mostra
"Tandem" tenutasi a Macerata nel 2004. Con il suo lavoro, realizzato in
collaborazione della poetessa Franca Bernabei, riesce ad aggiudicarsi il
primo premio.
Da questo momento Pasquali si dedica a dipinti, sfondi,
sui quali la poetessa Bernabei continua a tracciare poesie per affascinare
il pubblico, anzi, per dargli qualcosa di più di un verso o di una semplice
pennellata.